translagorai - giorno 1

27/8/2024

la sveglia suonò alle 6. con l’alba e il cielo color zucchero filato, io e mia sorella ci rinviammo verso panarotta.  le dissi che se cambiavo idea, non poteva lasciarmi tornare indietro. che, se proprio non ce la facevo, veniva a prendermi il giorno dopo al rifguio sette selle o al passo manghen. sapevo che, dopo che sarei partita, le paure ed i dubbi si sarebbero smorzati.

il tempo era giá migliore del giorno prima e, essendo appena stata tra queste montagne, mi sentivo già più a mio agio. ancora un po titubante, ma decisa di partire. di tentare.

questa volta, mia sorella mi accompagnò un pò più lontano sul sentiero e, quando era ora per lei di tornare indietro per, la creamy (una delle sue cagnoline)  mi abbaiò dietro, come per dire, “ohhhh, stiamo andando in là, torna qua scemaaa!”. 

io e la marta ci salutammo, lei che promesse di scrivermi tramite il link del gps appena arrivava alla macchina e io con la conferma che le avrei scritto più tardi, da dove avrei passato la notte. ci scambiammo un’ultimo abbraccia e tanti “ti voglio bene” mentre ci incamminammo in direzioni opposte.

passai un bel tot dei primi minuti da sola parlando alla videocamera e poi ascoltando gianna nannini. normalmente, se sono su un sentiero che conosco e (sopprattutto) se c’é gente la musica non la metto. ma quando sono in un posto nuovo completamente sola, tenere la musica accesa all’inizio mi da un po più di coraggio, sapendo che il rumore allerterebbe qualsiasi animale in zona che sto arrivando.

dato che decisi di passare a sinistra del fravort (e non salirci in cima) questo primo tratto fu abbastanza pianeggiante, finché arrivai alla salita per arrivare alla forcella fravort: un varco stupendo, misto di roccia e innumerabili sfumature di verde.

mentre cominciai la salita, vidi 3 persone, che nei prossimi giorni avrei conosciuto di più, incrociandoci varie volte sul sentiero. infatti, passata la forcella fravort, gli chiesi: “state facendo la translagorai?” 

risposero di si. ci scambiammo altre due tre parole poi continuammo per conto proprio sul sentiero.

mi sentii rincuorata, sapendo che almeno un paio di volte nei prossimi giorni, avrei rivisto volti conosciuti. che anche se stavo facendo questo percorso in solitaria, non ero del tutto sola qua fuori.

passato il granolait, arrivo il tratto più esposto (fino ad allora) del sentiero. feci qualche foto e, con un pizzico di sana paura e una manciata di eccitazione m’incamminai. mi venne in mente mio zio che soffre di vertigini, ripensai a tutte le ricerche che avevo fatto, le foto che speravo rendessero com’erano veramente i tratti più difficili. e sorrisi come una scema. sorrisi perché nonostante tutti i dubbi, ero lì. sorrisi perchè spesso e volentieri penso alle versione di me che ha 10 anni, piena di sogni ed avventure e in momenti così, sò (corsivo) che la sto rendendo fiera. 

arrivata a forcella cavè feci una pausa: mangiai il panino che mi ero portata dietro, bevvi dei sali minerali, e chiesi a qualcuno di farmi una foto. uno stop breve, dato che volevo semplicemente arrivare alla mia meta il prima possibile. mi dispiaceva ripartire così presto ma mi dissi che nei prossimi giorni mi sarei fermata di più e goduta per bene la veduta.

con ogni km che passava la certezza cresceva. a solidifcarsi un po di più. e alla fine, con tutta la paura che avevo del meteo, ci sono stati si e no 5-6 tuoni, zero lampi, e 10 goccie. ne ero veramente grata! e fu bello vedere il sentiero un pó innuvolato, sopprattutto sui tratti in cresta. era come navigare in un mare di roccie e di verde, ricoperto con un’aria magica.

sono questi i momenti per cui vivo. quelli dove ti ritrovi a vivere le cose che avevi in mente di fare. dove i tuoi obbiettivi diventano realtà. questa translagorai me l’ero sognata, pianificata e promessa– e adesso ero lì.

arrivai al rifugio sette selle verso le 15. i 3 che avevo conosciuto prima, giá con birra in mano, il tipo che mi aveva fatto la foto, arrivó poco dopo me. è questa una delle cose belle della montagna. che rifugi, bivacchi, cascate, punti da vista strepitosi, diventano punti di raduno. dove, se i tempi combaciano giusti giusti, ti ritrovi con persone che hai passato sul sentiero. un luogo in un posto sconoscituo, ma con volti familiari. 

ordinai una coca e tirai fuori le mappe- era ora di decidere dove avrei passato la notte; se dormire in tenda vicino al rifugio, se stare al rifugio, se andare al passo palù, o arrivare fino al manghenetti. 

subito, scartai l’opizione del manghenetti: 1) coi calcoli che stavo facendo, non sarei arrivata fino alle 20. 2) dai video che avevo visto, sembra che a volte c’erano dei topolini lì! 

a questo punto, i piedi erano abbastanza dolenti e decisi di finire lì, al Rifugio Sette Selle, sperando che prendere questo primo giorno con più calma, mi avrebbe dato un opportunnità in più di recuperarmi. anche se sembrava strano essere già “arrivata” così presto in giornata. in più, il tempo era anche più bello adesso e la tentazione di continuare era tanta… 

godendomi la coca, mi misi a fare i calcoli per i giorni seguenti.

dato che ero partita con un giorno di ritardo, i 5 giorni che avevo inzialmente in mente per questo traggitto, erano diventati 4, dato che volevo ritornare in tempo per il matrimionio della mia amica. il motivo principale per cui ero tornata in italia quest’estate. 

se facevo 24 km domani e arrivavo fino al lago delle sute (che in realtà si chiama laghetti del lagorai– vi racconterò di più a riguardo nei prossimi blog), il terzo giorno potevo farne 20 e arrivare fino al bivacco paolo e nicola, lasciandomi 13 km per il quarto giorno, sperando di finire entro le 15 se non le 13, venerdì 30.

sapevo che avrei faticato, ma presto mi sarei resa conto che le montagne alpine sono fatte a mado loro. ora del secondo giorno,  cominiciai a rendermi conto che, pur essendo abituata alle montagne del colorado, le alpi (e i loro ripidi dislivelli) sono un’essere unico; da parte. hanno una magia e arduità tutta loro.

note di viaggio:

  • 17.2 km 

  • 975 metri di dislivello in salita

  • piansi di gioia 2-3 volte

  • canzone del giorno: “un’estate italiana” di gianna nannini

  • se stai al rifugio sette selle, è ideale prenotare in antipicio

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